Agosto politico mio non ti conosco

Di Domenico Gattuso e Marina Neri per il Movimento 10 Idee per la Calabria

Agosto. Mese vacanziero per eccellenza.  Mese di partenze e di ritorni. Di bilanci e scelte.

Illudendosi sempre che il sole addolcisca gli uni e le altre. E scegliere è desueto. Per il semplice fatto che non si può perché l’autodeterminazione a certe latitudini è impresa titanica.

Restano i bilanci che, ubbidienti a fredde logiche contabili, non sono mai attivi, diviene miracoloso il pareggio e la perdita è la sensazione realistica che ne emerge.

Tanto più quando a doverli fare è una Terra, una realtà sociale come la Calabria.

Impietose le disamine di SVIMEZ (acronimo per Associazione per lo SVIluppo dell’industria nel MEZzogiorno).

“Partire” è il verbo geneticamente legato alle zolle dei nostri monti o alla sabbia ionica e tirrenica. Parte la Gente di Calabria e non per le vacanze!

Sud, acronimo di “Sempre una diaspora” senza invertire mai la tendenza. Masochismo innato? No!

Sindrome di Stoccolma! Viviamo osmoticamente con i nostri aguzzini e ne assorbiamo i peggiori difetti.

In primo luogo il parlare il “Futurese”: vacuo sproloquio rigorosamente col tempo al futuro, infarcito di ” faremo, avremo, vedremo”.

In secondo luogo il girovagare senza meta in perenne campagna elettorale mai concretizzatasi in dati oggettivi e fatti.

Abbronzati, rilassati e sicuri di sé i nostri rappresentanti, intenti a ipotecare il futuro dei nostri giovani, a rilanciare trite proposte, a   rinverdire fasti ormai sepolti, vivi solo in nostalgici e ossequiosi yes men.

Tutti gli altri indignati non ascoltano più e cedono al disinteresse, alla rassegnazione o, indomiti, vanno via.

E imperterrite facce di bronzo continuano a sciorinare dati illusori positivi solo dentro le loro menti.

Parlano di vacanze, turismo, lavoro, spettacoli, dimentichi che da trent’anni nessuna loro politica è stata risolutiva e lungimirante.

E godono degli appannaggi della loro posizione. Perché il potere non è solo obolo.

Due strade hanno i cittadini calabresi in questa lunga estate calda.

1) Ossequiare ancora personaggi della politica nostrana che hanno affossato aneliti e sogni di riscatto sociale, svendendo il meridione al migliore offerente per incapacità o collusione.

2) Credere in una forza che non millanta crediti che non possiede. Ma che conquista giornalmente la fiducia delle persone, attraverso la credibilità e l’esempio. Attraverso un gioco di squadra che aborrisce il protagonismo fine a sé stesso e propugna la collaborazione quale nuovo modus operandi per scardinare un anacronistico sistema di favori.

Il Movimento 10 idee per la Calabria non va in vacanza. Non si può permettere il lusso della serena e goliardica tregua quando una intera regione langue.

Battaglie come l’Acqua Pubblica, il lavoro, i beni comuni, l’emigrazione soprattutto giovanile sono la Sfida cui si è chiamati, per usare i verbi al Presente.

Il Movimento 10 idee per la Calabria rifugge da slogan estivi precostituiti.

Per questo lavora e continuerà a farlo con testardaggine e impegno, aspettando al varco dell’urna le cicale estive.

 

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